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Dalla progettazione alla produzione, cosi col DFM sta cambiando il PCB Design

Paul MustoEcco come sta cambiando il PCB Design grazie al DFM, o Design for Manufacturing. I software per la progettazione di PCB stanno vivendo una fase di passaggio importante, legata in particolare al rapporto tra progettazione e produzione. Per capire meglio, abbiamo chiesto il parere di Paul Musto, Direttore Marketing della Mentor Graphics’ Systems Division.

Una delle principali preoccupazioni che provengono dal mercato sembra sia la mancanza di una conoscenza diretta della produzione da parte dei progettisti.

È vero. In generale, con il lancio della PADS Product Creation Platform, abbiamo cercato di spostare il centro dell’attenzione verso la scrivania del progettista. Quest’ultimo di solito non ha molta esperienza o skill nella progettazione della scheda e tipicamente non ha molta conoscenza delle implicazioni dal punto di vista della produzione. I progettisti PCB tradizionali disporrebbero di varie fonti dal punto di vista formativo, in grado di renderli consapevoli dei requisiti di produzione e dei vincoli di cui tenere conto. Con l’evoluzione verso un design che si sposta sempre più verso la propria scrivania, questi progettisti cercano di occuparsi di tutto e così sanno di meno su quali sono i requisiti di produzione che rendono i loro progetti più facilmente realizzabili.

Ciò che possiamo fare come fornitori di strumenti è dare loro la possibilità di effettuare in modo facile e intuitivo i controlli basati sulla producibilità nei loro progetti, direttamente dal proprio desktop e con la possibilità di ottenere tutte le informazioni e i feedback di cui hanno bisogno per procedere correggendo le violazioni. Abbiamo un prodotto chiamato DFMA, disponibile direttamente all’interno dell’ambiente PADS, che include più di 100 dei più comuni controlli di DFM (Design for Manufacturing). Effettuando tali controlli è possibile ottenere un feedback grafico che evidenzia errori e violazioni, consentendo di intervenire per risolverli in modo intuitivo.

E quali sono invece le preoccupazioni dei progettisti?

Ci sono due aspetti diversi. Per prima cosa i progettisti non vogliono inviare i propri progetti e poi vederseli tornare indietro a causa di violazioni o di problematiche dal punto di vista della producibilità. Inoltre può succedere che chi si occupa della fabbricazione cambi i contenuti del progetto per migliorare la resa e la producibilità oppure che, di fronte a un errore, faccia quello che può per correggerlo in fase di produzione. Spesso tali cambiamenti vengono effettuati senza che i progettisti ne vengano a conoscenza.

Non si dovrebbe arrivare a tal punto, giusto?

No, non si dovrebbe. Il punto è che se sei un progettista e stai lavorando a un progetto molto complesso, non vuoi che chi fabbrica cambi nulla di ciò che hai progettato e validato con il tuo lavoro. Hai effettuato simulazioni, credi di aver fatto tutto il possibile, poi mandi tutto al produttore che fa degli aggiustamenti di qualcosa che potrebbe aver violato gli obiettivi progettuali.

Il punto di vista del progettista è diverso da quello del produttore, nonostante il loro obiettivo sia comune?

C’è una sorta di lacuna in termini di conoscenza. Un progettista che ha una formazione come ingegnere elettronico, di base non conosce tutte le complessità della produzione e non può avere una comprensione piena delle regole. È proprio per questo che l’ambiente DFM di PADS abilita i progettisti a effettuare i 100 controlli più comuni, portandoli molto oltre, nel processo progettuale. Così, senza bisogno di essere esperti di produzione, diventano in grado di gestire controlli che sarebbero normalmente effettuati dal produttore.

Quando il progettista effettua un controllo, che grado di accettazione si può aspettare dal produttore?

Il 100%. Dentro il tool per progettare adesso ci sono i 100 più importanti controlli di Valor NPI che la maggior parte dei produttori effettua nel corso dei propri processi di verifica.

È questo il collegamento tra i tool di progettazione e quelli per la gestione della produzione?

Non solo. C’è già la tecnologia che porta per davvero a intervenire sul comportamento delle macchine SMT, la quale raccoglie i dati e si occupa della gestione dei materiali e del quality assessment. In futuro vogliamo spingerci oltre in tale integrazione, fino ad arrivare al punto in cui sia possibile intervenire sul progetto in base ai dati sul rendimento reale in produzione ricavati in stabilimento, su quel prodotto specifico, su quelle particolari linee SMT.

Qual è il valore strategico di questa scelta?

Valor attualmente è lo standard de facto per la verifica di producibilità del progetto e Mentor Graphics non vuole semplicemente portare questa suite di prodotti nella “famiglia” Mentor. Si tratta di creare un legame più stretto tra la produzione e la progettazione.

Mentor è sempre stata interessata a essere più di un fornitore di tool per la cattura dello schematico e la sbrogliatura, per guardare all’intero processo progettuale. I nostri clienti sono sempre meno interessati alla sola progettazione e sempre più all’intero processo di creazione del prodotto. Attualmente Mentor è davvero l’unica azienda in grado di offrire una versione “olistica” (ovvero che tiene conto di tutti gli aspetti in tutte le fasi) alla progettazione del PCB.

[Si ringrazia I-Connect007 per i contenuti]

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